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Lingua e Cultura Latina 1 Edizione Gialla - pag. 218 n. 35 → Admèto e Alcèsti

Lingua e Cultura Latina 1 Edizione Gialla

Pagina numero: 218

Versione numero: 35

Admèto e Alcèsti

Un giorno, come narra il mito, Giove voleva punire Apollo per la sua superbia; per questo lo manda dal re Admeto in Tessaglia, dove il dio, per un anno, viene costretto a portare al pascolo, in qualità di pastore, le greggi del re. Admeto, non conosceva la natura divina di Apollo, ma trattava il giovane con grandissima generosità e lo teneva nella cerchia degli amici. Per questo, quando Admeto viene colpito da una malattia mortale, Apollo, riconoscente, vuole salvare il re, e dice: “Oh re, potrai evitare la morte, se qualcuno, familiare o amico, offrirà la sua vita in cambio della tua vita e vorrà morire al tuo posto”. Admeto implora aiuto dai genitori, ma né il padre, né la madre, sebbene vecchi, vogliono morire al posto del figlio; solo Alcesti, giovane e bella moglie di Admeto, offre la propria vita in cambio della vita del marito e per amore si dà la morte. Ma per caso Ercole giunge alla reggia di Admeto e viene a sapere della morte di Alcesti: allora scende agli Inferi, strappa Alcesti alla morte, e la restituisce ad Admeto.

Pag. 218 n. 35

→ Olim – ut mythus tradit – Iuppiter Apollinem ob eius superbiam punire volebat; quare …

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Lingua e Cultura Latina 1 Edizione Gialla