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Mirum Iter 1 - pag. 270 n. 68 → L’apologo del topo di compagna e del topo di città

Mirum Iter 1

Pagina numero: 270

Versione numero: 68

L’apologo del topo di compagna e del topo di città

Una volta, un topo di campagna aveva invitato nella sua povera tana un topo di città, e aveva coscienziosamente offerto all’ospite molti cibi campestri. Però il topo di città, precedentemente, aveva assaporato i cibi sofisticati dei ricchi, ed ora, con dente schizzinoso, toccava a malapena i cibi frugali ed umili. Alla fine, il topo di città disse: Io abito in città, tra gli uomini, e se sarai venuto con me in città, vivrai felice! Immediatamente il topo di campagna si lanciò con rapidità fuori dalla tana, e si diresse in città insieme al compagno. A notte fonda i topi misero i piedi in una casa sontuosa. Tuttavia, dopo che il topo di campagna, felice della nuova sorte, aveva assaporato con grandissimo piacere i cibi insoliti e sofisticati, udì l’improvviso stridore di enormi porte: dei cani latrarono minacciosamente, e il frastuono riempì le stanze fino al soffitto a cassettoni. Allora il topo di campagna disse: Preferisco ritornare nella mia tana, al sicuro senza insidie, e soddisfatto di semplici legumi.

Pag. 270 n. 68

→ Olim rusticus mus in suum pauperem cavum urbanum murem invitaverat …

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