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Versione | pag. 402 n. 6 → La stoltezza di Mida

Codex 1

Pagina numero: 402

Versione numero: 6

La stoltezza di Mida

Un giorno, il dio dei boschi Pan sfidò Apollo ad una gara, con queste parole: Io, nel flauto, riuscirò a batterti con grande facilità. Pan, infatti, aveva l’abitudine di suonare con il flauto per le ninfe dei boschi, alle quali stava a capo. Giudice della gara fu Tmolo, vale a dire un monte dentro alle grotte del quale Pan stava spesso. Su ordine di Tmolo, Pan poté dare inizio alla gara immediatamente; quindi Apollo pizzicò le corde della cetra con dita esperte. La dolcezza del canto di Apollo ebbe il sopravvento su Tmolo, il quale, senza alcuna esitazione, emise il proprio verdetto: La cetra di Apollo ha superato in dolcezza il flauto di Pan. Con queste parole egli nocque moltissimo a Pan. Casualmente, alla gara era presente Mida, uomo di grande carattere, che respinse il verdetto di Tmolo. La sfacciataggine, però, non giovò a Mida, in quanto Apollo, infuriato, allungò di misura quelle orecchie insensate allo stupido uomo, e le riempì di peli di colore bianco; perciò le orecchie di Mida furono estremamente simili a delle orecchie d’asino.

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