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Versione | pag. 208 n. 7 → Il cervo alla fonte

Ludus in Tabula 1

Pagina numero: 208

Versione numero: 7

Il cervo alla fonte

Una giorno, un cervo si fermò presso una sorgente, e nell’acqua vide la propria immagine. Lì (→ il cervo, soggetto sottinteso) ammirò e celebrò le corna ramificate, e viceversa, criticò l’eccessiva gracilità delle zampe. Poiché, venne improvvisamente spaventato da voci di cacciatori, fuggì attraverso una pianura e, grazie ad una corsa veloce, beffò i cani. A quel punto lo accolse un bosco; ma, dato che i rami delle querce bloccarono le corna del cervo, sopraggiunsero i cani e lo dilaniarono per mezzo di morsi spietati. A quel punto il cervo pronunciò questa frase: O me sventurato! Ora, alla fine, io comprendo la mia stupidità e la mia frivolezza: le zampe mi furono utili, le corna, invece, si rivelarono causa di grande lutto!

Versione tratta da: Fedro
Pag. 208 n. 7

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