Cassius
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Nympha eximiae pulchritudinis, cui nomen Echo erat, cum in Iunonem iurgia et contumelias saepe iecisset, maxime divum reginae invisa erat …

La Lingua delle Radici 1

Pagina numero: 235

Versione numero: 2

Triste destino di una ninfa

Una ninfa di eccezionale bellezza, che aveva nome Eco, poiché spesso aveva lanciato insulti e offese contro Giunone, era estremamente invisa alla regina degli dei. Pertanto Giunone vuole che una tanto sfacciata loquacità venga punita e che la lingua della fanciulla venga frenata. Così ella, quando udiva le parole, sapeva ripetere soltanto l’ultima sillaba. Eco già da lungo tempo, si era invaghita di Narciso, giovane dal volto meraviglioso, ma dal carattere difficile. Narciso invece, preferendo la solitudine, viveva da solo nei boschi e non conosceva l’amore: quando vedeva la fanciulla, preferiva evitarla. Dopo che egli respinse brutalmente la ninfa, Eco si rifugiò in una grotta, nella quale fu logorata dal dolore e dall’inedia: i poeti narrano che le sue ossa furono trasformate in sassi, e che sopravvisse la sola voce.

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