Cassius
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Nunc, si sospitatricis deae peculiarem pompam intuemini, ecce influunt …

Latino ad hoc 2

Pagina numero: 53

Versione numero: 25

La processione in onore di Iside

Ora, se osservate lo straordinario corteo della dea salvatrice, ecco che si riversano le folle iniziate ai riti divini, uomini e donne di ogni condizione e di ogni età, luminosi per il puro candore della veste di lino, le donne avvolte da un mantello cristallino, gli uomini facendo risplendere la testa, una volta rasati a zero i capelli, e questi fanno risuonare un acuto tintinnio per mezzo di sistri di bronzo e di argento, ma anche d’oro. Dopo venivano i sacerdoti dei sacri misteri tanto importanti da portare le famigerate insegne di dèi potentissimi. Il primo di questi tendeva una lucerna che produceva una luce chiara, non tuttavia simile a quelle nostre, che illuminano i banchetti serali, ma una lucerna d’oro a forma di barca, che produceva una fiamma più grande. Il secondo indossava un vestito simile, ma con entrambe le mani portava degli altari, che venivano chiamati “aiuti”, poiché a loro dire la provvidenza ausiliatrice della dea aveva dato loro il nome. Il terzo sacerdote procedeva con una palma finemente ricoperta d’oro e con il caduceo (bastone), come se egli stesso fosse Mercurio. Se il quarto portava una vaschetta d’oro, arrotondata a forma di mammella, dalla quale beveva latte, il quinto invece (portava) un setaccio d’oro pieno di foglie d’alloro, il sesto portava un’anfora.

Versione tratta da: Apuleio

Pag. 53 n. 25

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