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Versione | pag. 375 n. 22 → Quale misura tenere nella generosità

Grammatica Picta 1

Pagina numero: 375

Versione numero: 22

Quale misura tenere nella generosità

Non dobbiamo mai fare concessioni che ci possano procurare imbarazzo. Poiché il sommo bene dell’amicizia è rendere l’amico uguale a sé, occorre applicare la moderazione nei benefici: darò al bisognoso, ma in modo tale che non diventi bisognoso io stesso; soccorrerò chi è procinto di cadere, ma in modo tale che non cada io stesso. Non concederò alcun beneficio, che l’amico accolga con imbarazzo. Non ingigantirò un dono che vale poco, né rinfaccerò il mio favore; infatti chi rinfaccia ciò che ha donato, vanifica il favore. Quando abbiamo intenzione di fare del bene agli amici o ai confidenti, dobbiamo valutare le nostre sostanze e le nostre possibilità, per non dare né più, né meno, di ciò che possiamo. E per di più dobbiamo valutare la personalità di colui al quale doniamo: non sono destinate ad essere utili a tutti le medesime cose. Valuta molto attentamente ciò che stai per donare, affinché, per te che dai, il dono non sia gravoso o troppo esiguo, e affinché colui che sta per ricevere non abbia a noia o non accetti il dono.

Versione tratta da: Seneca
Pag. 375 n. 22

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