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Versione | pag. 452 n. 81 → Straordinaria generosità di Quinto Fabio Massimo

Lingua e Cultura Latina 1 Edizione Gialla

Pagina numero: 452

Versione numero: 81

Straordinaria generosità di Quinto Fabio Massimo

Non sempre la grandezza di un regalo fa sì che il regalo risulti gradito; anche se piccolo, esso (ossia: “un regalo”) sarà più gradito se sarà stato dato al momento giusto. Nella Seconda Guerra Punica, dopo la disfatta dei Romani nella battaglia presso il lago Trasimeno, che fu tanto sanguinosa che perse la vita anche il console Flaminio, i cavalieri dei Cartaginesi avevano catturato molti soldati dei Romani che si sforzavano di salvarsi per mezzo della fuga. Allora il Senato, per riscattare i prigionieri, chiese ad Annibale, il comandate dei Cartaginesi, il prezzo della liberazione. Ma, dal momento che il prezzo stabilito ai fini della loro liberazione era eccessivo, ed il Senato non aveva abbastanza denaro, il dittatore Q. Fabio Massimo, che allora era assente da Roma, quando venne a sapere la faccenda, inviò il figlio a Roma, affinché vendesse l’unico podere che possedeva, e consegnasse al Senato tutto il denaro, anche se poco, affinché i prigionieri Romani venissero riscattati. E così avvenne che Quinto Fabio, per aiutare la patria, si privasse dell’intero suo patrimonio.

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