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Mirum Iter 1

Pagina numero: 223

Esercizio numero: 8

1. Non temiamo la morte, ma il pensiero della morte.

2. La paura mise le ali ai piedi.

3. È così, non cambio parere: evita la massa, evita i pochi, evita anche uno solo!

4. L’amore delle madri e l’assennatezza dei padri appianano i contrasti dei fratelli.

5. Spesso le colpe dei padri vengono estinte con le punizioni dei figli.

6. La parola è lo specchio della mente e dell’animo: quale è l’uomo, tale è il linguaggio.

7. I cavalieri scagliano i dardi, e con grande veemenza di parole invitano i nostri alla battaglia.

8. Tiberio, dopo la morte di Augusto, entrò nella Curia e assolse ai doveri della devozione e della religione; infatti compì un sacrificio per mezzo del vino, ma senza flautista.

9. Annibale espugna e saccheggia Cartala, una ricca città, capitale del popolo di quella regione.

10. Traiano ridusse anche l’Arabia alla condizione di provincia, allestì una flotta nel mar Rosso e giunse in India.

11. Cesare, con grandissima velocità, condusse le legioni dai quartieri invernali al territorio dei Treveri.

12. Capitai in uno spettacolo pomeridiano, con molte facezie e svago.

13. I nemici si diressero tutto di filato verso il fiume Assona e lì tentarono di portare al di là una parte delle loro truppe.

14. Nel frattempo la massa dei Suessoni dalla fuga si radunò nella città nella notte successiva.

15. Gli esuli Tebani, senza sospetto, giunsero a Tebe con cani da caccia e reti, e uccisero i tiranni dediti al vino e al banchetto.

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