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Versione | pag. 438 n. 3 → Le ultime parole di Micipsa

Grammatica Picta 1

Pagina numero: 438

Versione numero: 3

Le ultime parole di Micipsa

Le difese di un regno non sono gli eserciti e neppure i tesori, bensì gli amici, che non puoi né costringere per mezzo delle armi, né procurarti per mezzo dell’oro: sono procurati dal rispetto e dalla lealtà. Chi, poi, è più amico di un fratello per un fratello? E quale estraneo leale troverai, se verso i tuoi sarai stato un nemico? Io, per parte mia, vi lascio un regno stabile se sarete giusti, e debole se sarete malvagi. Infatti, grazie alla concordia crescono le cose piccole, (mentre) dalla discordia vengono logorate le cose più grandi. Per il resto, tu più di costoro, o Giugurta, che sei superiore per età e per saggezza, devi provvedere che non accada altrimenti. Infatti, in ogni contesa, colui che è più forte, anche se subisce un torto, tuttavia, poiché può di più, è ritenuto colpevole. Voi, invece, Aderbale e Iempsale, rispettate ed onorate un uomo come questo, ed imitate il suo valore, affinché non sembri che io abbia adottato figli migliori di quelli che ho generato.

Versione tratta da: Sallustio
Pag. 438 n. 3

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