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Versione | pag. 402 n. 2 → Niobe tramutata in roccia

Verba Manent 1

Pagina numero: 402

Versione numero: 2

Niobe tramutata in roccia

Niobe, la figlia di Tantalo, dopo che aveva sposato Anfione, il sovrano dei Tebani, mise al mondo sette figli ed altrettante figlie: ella si vantava in maniera insopportabile per via del grande numero dei figli, e derideva continuamente la dea Latona, madre di due figli soltanto: Apollo e Diana. Niobe diceva spesso con arroganza: Anche se sarò stata una donna mortale, sarò immortale, poiché io, quanto al numero dei figli, supero Latona! Latona, quando ascoltò le parole di Niobe, convocò infuriata Apollo e Diana, i suoi figli. Latona disse: O Niobe, anche se avrai messo al mondo sette figli ed altrettante figlie, sarai meritevole di una grande punizione a causa dell’eccessiva presunzione e della sfacciataggine, e verrai severamente punita! Apollo uccise in un bosco, per mezzo delle frecce, i figli di Niobe, e Diana uccise nella reggia, con le frecce, le figlie, tranne Cloride. Ma la madre sventurata, dopo che per lungo tempo era stata sopraffatta da un grande dolore, per il gran piangere venne tramutata da Latona in una roccia sul monte Sipilo, e ancora oggi, in quel luogo, sgorgano le lacrime di Niobe.

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