Cassius
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Nihil me paenitet iam quanto sumptui fuerim tibi. Me mi Pomponi …

Latino ad hoc 2

Pagina numero: 189

Esercizio numero: 5

1. Non sono più per niente pentito di essere stato tanto costoso per te.

2. Oh mio Pomponio, mi rammarico fortemente di vivere; cosa nella quale ai miei occhi tu hai avuto un grandissimo valore.

3. Raddoppia l’errore colui che non si vergogna di un misfatto.

4. Provo dispiacere per il fatto che tu provi poca vergogna.

5. Mi pentirei fortemente della mia vita, se tra le mie amicizie non ci fosse posto per nessuno, se non litigioso oppure malvagio.

6. Non ti vergogni di ciò?

7. Forse vi dispiace che io abbia riportato l’esercito sano e salvo, senza avere affatto richiesto nave alcuna?

8. Loro si pentono fortissimamente dei loro errori.

9. Oh Lari paterni, non vergognatevi di essere stati fatti con un vecchio tronco.

10. Sbaglia da sprovveduto colui che si pente dell’errore.

11. Questo autore non nega che ciò sia stato fatto, e non dice di provare rincrescimento.

12. Senocrate, ascoltando in estremo silenzio il discorso offensivo di certi tali, quando uno di questi chiese perché lui solo tenesse a freno la lingua disse: «Perché talvolta mi sono pentito di aver parlato, di aver taciuto (non mi sono pentito) mai».

13. Mi vergogno non certo di te, ma di Crisippo.

Pag. 189 n. 5

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