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Versione | pag. 239 n. 3 → La vita tranquilla di Spurinna

Il Tantucci Plus 2

Pagina numero: 239

Versione numero: 3

La vita tranquilla di Spurinna

Io non so se ho mai trascorso del tempo più piacevole di quello durante il quale, recentemente, sono stato presso Spurinna, al punto che nessuno, più di lui, vorrei eguagliare in vecchiaia. Per i giovani non sono sconvenienti cose ancora in un certo senso confuse e, per così dire, tumultuose, (mentre) agli anziani si addicono tutte cose tranquille e ordinate, e per costoro l’attività è tardiva e l’ambizione è indecorosa. Spurinna onora questa regola con grande costanza. Di mattina si trattiene nel piccolo letto, all’ora seconda chiede le scarpe, passeggia per tre miglia ed esercita lo spirito non meno del corpo. Se sono presenti degli amici, si svolgono conversazioni dignitosissime; in caso contrario, si legge un libro; talvolta (si fa ciò) anche in presenza di amici, se, tuttavia, essi non ne sono infastiditi. Quindi egli (→ Spurinna) si siede, e di nuovo (riprende) un libro, o un discorso preferibile ad un libro; poi, una volta percorsi settemila passi in vettura, per la seconda volta ne cammina mille a piedi, si mette di nuovo a sedere, oppure ritorna in camera o alla scrittura. Egli, infatti, scrive eruditissimi carmi lirici sia in lingua Latina che in lingua Greca. Non appena l’ora del bagno viene annunciata (in inverno è la nona, in estate invece l’ottava), passeggia al sole, se non c’è vento. Dopodiché gioca a palla, vigorosamente e a lungo; infatti egli (→ Spurinna) lotta contro la vecchiaia anche per mezzo di questo genere di esercizio. Dopo essersi lavato, si sdraia, e rimanda per un po’ di tempo il cibo; nel frattempo, ascolta uno che legge qualcosa di piuttosto piacevole e allegro. Viene servita la cena, non meno semplice che frugale, in (stoviglie di) puro ed antico argento; vengono utilizzate (lett.: “sono in uso”) anche stoviglie corinzie, dalle quali è allietato, ma non ne è esaltato. Perciò egli, dopo il settantasettesimo anno (d’età), possiede intatta la funzionalità delle orecchie e degli occhi, e perciò mantiene il corpo agile e vigoroso, e, della vecchiaia, possiede la sola saggezza.

Versione tratta da: Plinio il Giovane
Pag. 239 n. 3

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