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LL - Seconda Edizione - pag. 343 n. 8 →

LL - Seconda Edizione

Pagina numero: 343

Esercizio numero: 8

1. Nessuno è tanto fanciullo da temere Cerbero.
2. L’inganno di Penelope fu tanto astuto, che i Proci le credettero.
3. L’imperatore Adriano sopportò così pazientemente il freddo, che non (si) coprì mai il capo.
4. Tanto straripò il Tevere che i giochi, essendosi inondato il circo, furono preparati fuori la porta Collina.
5. L’idra di Lerna, figlia di Tifone, ebbe una quantità così grande di veleno, che uccideva gli uomini con il respiro.
6. Le navi, spinte vivacemente (incito = spingere vivacemente), si scontrarono fra loro così violentemente, che sia l’una che l’altra soffrì dello scontro.
7. Numa aveva riempito i cuori di tutti di tale devozione, che la lealtà e la parola data governavano la città.
8. Tanto grande fu l’ardore degli animi, che nessuno di coloro che combattevano sentì il terremoto.
9. Ad Atene ci fu un’epidemia tanto violenta, che soffrirono per essa non solo gli uomini, ma anche gli animali.
10. L’imperatore Tito era a tal punto pieno di ogni virtù, che i Romani lo chiamavano “La delizia del genere umano”.
11. Marcello mise a ferro e fuoco il territorio Irpino e Sannita a tal punto da rinnovare nel Sannio il ricordo delle antiche disfatte.
12. Le coorti di Cesare si slanciarono in avanti e fecero l’assalto contro la cavalleria di Pompeo con tanta forza, che tutti, con la fuga, si diressero verso gli alti monti.

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