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Versione | pag. 164 n. 30 → I muli e i ladri

Lectio Levis 1

Pagina numero: 164

Versione numero: 30

I muli e i ladri

Due muli avanzavano in una stretta strada; erano lenti, poiché erano appesantiti da molti carichi. Solo uno, tuttavia, trasportava una cesta con il denaro, e scuoteva al collo uno squillante sonaglino: era infatti allegro e altezzoso, poiché il suo dorso era carico di monete d’argento; l’altro dei due sorreggeva sacchi pieni di molto orzo: sopportava il grosso carico con animo paziente, né, quando era spinto dal padrone col bastone su ardue salite, emetteva lamenti intorno alla sua sorte. All’improvviso, dei ladroni si avventano da un’imboscata: mettono in fuga il padrone, gettano a terra e percuotono il mulo che trasportava il denaro, mentre fracassano le ceste e rubano le monete; ignorano, invece, l’altro mulo dei due, poiché l’orzo non è prezioso e si trova con facilità sia nei campi che nei granai dei contadini. Allora, mentre il mulo che era stato depredato piange la sua sorte, il mulo incolume dice: “Per quale ragione io non venivo ferito, né i miei sacchi venivano sottratti? Perché i ladri disdegnano l’orzo. La ricchezza è dunque infida, poiché procura vuota superbia e grandi rischi; i poveri, di certo, conducono una vita anonima, ma sempre sicura”.

Pag. 164 n. 30

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