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Versione | pag. 230 n. 2 → Ulisse e le Sirene

Verba Manent 1

Pagina numero: 230

Versione numero: 2

Ulisse e le Sirene

Le Sirene erano creature prodigiose dei mari, figlie del fiume Acheloo e di Melpomene. Presentavano piume e zampe di uccelli dagli artigli adunchi, e i volti di una fanciulla di straordinaria bellezza, emettevano voci umane. Abitavano un’isola del mar Tirreno, nelle vicinanze delle coste della Campania o della Sicilia, trattenevano le navi per mezzo della dolcezza delle voci e blandivano i marinai, i quali, dimentichi dei genitori, delle mogli e dei figli, approdavano sull’isola e venivano puniti dalle Sirene con una morte spietata e crudele: sugli scogli dell’isola, giaceva dappertutto un’enorme quantità di ossa. Anche Ulisse, l’eroe greco dal grande intelletto, autore di molti inganni, desidera ascoltare le voci melodiose delle Sirene, e, grazie all’aiuto di Circe, la figlia del Sole, evita la morte. Infatti la dea avverte in tal modo lo scaltro eroe: Quando ti avvicinerai all’isola delle Sirene, ammorbidirai della cera con le dita e con essa tapperai le orecchie dei marinai: in tal modo essi non ascolteranno le straordinarie voci delle ninfe e eviteranno una morte ingiusta. Tu, invece, legato dai compagni all’albero della nave per mezzo di funi robuste, ascolterai i canti delle Sirene e non verrai condotto alla morte.

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