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Versione | pag. 86 n. 8.15 → De Rege Mitridate

Comminus

Pagina numero: 86

Versione numero: 8.15

De Rege Mitridate

Sul re Mitridate. Mitridate, il famoso re del Ponto Eusino, subì già da bambino gli attentati dei tutori che, fattolo montare su un cavallo selvaggio, lo obbligavano a cavalcare e a scagliare frecce. Dopo che ebbero provato, invano, ad ucciderlo in tal modo – infatti Mitridate aveva un’abilità di domare un cavallo superiore alla sua età – lo insidiarono con il veleno. Paventando questo fatto, egli bevve piuttosto di frequente antidoti, e con queste accortezze, si tutelò contro gli attentati in maniera tale che nemmeno da vecchio poteva morire di propria volontà per mezzo del veleno. Poiché, tuttavia, i suoi nemici meditavano di fare con la spada ciò che non avevano potuto ottenere con il veleno, simulò la passione della caccia: a causa di questa passione, non usufruì di un’abitazione di città, né di campagna, al contrario passava la notte errando per i boschi, mentre tutti ingoravano in quali luoghi si trovasse. Grazie a questi fatti, egli evitò gli attentati e fortificò il fisico per ogni sopportazione di virtù Quando, in seguito, fu pervenuto al governo del regno, subito pensò non a governarlo, bensì ad accrescerlo.

Versione tratta da: Giustino
Pag. 86 n. 8.15

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