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Grammatica Picta 1

Pagina numero: 276

Esercizio numero: 9

1. Il console Minucio, dopo essere stato ferito da una colpo grave, morì; più tardi, al posto di lui, ci fu, come console sostituito, M. Fulvio.
2. Gli Armeni, credendo che tutti si sarebbero allontanati di corsa, vennero presi con l’astuzia da coloro che ritornavano.
3. Gli animi degli schiavi erano stati tentati sia dalla speranza, sia dalla paura, tuttavia, spinti dall’autorevolezza degli avvocati difensori, rimasero sulla verità (ossia: “rimasero fedeli alla verità, si attennero alla verità”).
4. Il genitore ascolta con lieta dolcezza il figlio mentre dice tali cose.
5. Esiste una legge che commina una pena ai generali che, per lettera, dichiarano al Senato un numero falso di nemici uccisi in battaglia, o di coloro che sono stati perduti.
6. T. Pomponio Attico mantenne per tutta la vita la posizione di cavaliere ricevuta dagli antenati.
7. Le strade di Roma erano affollate dalla massa degli ambasciatori che erano stati inviati da ogni dove, l’accesso alla città si segnalava per l’incredibile folla di uomini e per il tripudio.
8. Il popolo Romano considera alleati leali quelli che un tempo ebbe come nemici ostinati: una salutare provvidenza, infatti, mescolò gli sconfitti ai vincitori.
9. I Romani, dopo che, in quel luogo, non hanno notato né le stazioni di guardia davanti alle porte, né il rumore dell’accampamento, agitati dall’insolito silenzio, si fermano per timore di un agguato.
10. Deianira, la figlia di Eneo, si uccise a causa di Ercole: poiché, dopo essere stata ingannata da Nesso, aveva mandato ad Ercole una tunica nella quale egli bruciò.

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