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Lingua e Cultura Latina 1 Edizione Gialla

Pagina numero: 346

Versione numero: 63

Patria ingrata

L’Ateniese Milziade, figlio di Cimone, fu un condottiero illustre ed abile. Molto amante della patria, stette per lungo tempo a capo dell’esercito degli Ateniesi, prese parte a numerose battaglie, non venne mai meno al proprio compito, ed infine, difese la libertà dei suoi concittadini dall’aggressione dei Persiani. Quando il re dei Persiani intraprese la guerra, poiché voleva ridurre in schiavitù la Grecia intera, Milziade, con un piccolo esercito di cittadini Ateniesi, avanzò contro il nemico, e, nella pianura di Maratona, che è poco distante da Atene, sconfisse la grande massa dei Persiani. La battaglia di Maratona viene celebrata ancora oggi, poiché mai un manipolo tanto esiguo di uomini sconfisse truppe tanto grandi di nemici. Successivamente Milziade condusse la guerra contro le isole Greche che avevano offerto aiuto alla flotta dei Persiani, ma, dal momento che non riuscì ad espugnare Paro, fu accusato di tradimento, e fu condannato ad una pesante pena pecuniaria. Dal momento che non aveva potuto pagare la multa, fu gettato in carcere, dove morì povero e solo. La morte di Milziade di certo non giovò agli Ateniesi, all’opposto, fu di danno per tutta la Grecia, poiché il suo prestigio era enorme, anche tra tutte le popolazioni straniere.

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