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Il Nuovo Latino a Colori 1 - pag. 203 n. 24 → Slealtà del nemico

Il Nuovo Latino a Colori 1

Pagina numero: 203

Versione numero: 24

Slealtà del nemico

Un soldato di nome Sabino era andato da Ambiorige, il comandante dei Galli, insieme ai tribuni militari. Ambiorige aveva ordinato a Sabino: Mentre parliamo, gettate le armi! Il Romano ubbidì, e ordinò ai suoi di fare la stessa cosa. Vennero quindi al discorso, e il Gallo con molti discorsi trattò a lungo delle condizioni di pace con Sabino. Sabino, poco a poco accerchiato dai Galli da ogni lato, fu sgozzato di colpo con un pugnale. Poi a quel punto i Galli, secondo la loro abitudine, avevano gridato vittoria e avevano innalzato grida di gioia, avevano improvvisamente assalito e avevano scompaginato i nostri ranghi. In questa situazione, L. Cotta, uomo d’indole fiera, lotta strenuamente, alla fine però viene ucciso insieme alla gran parte dei nostri soldati. I rimanenti cercano la fuga in direzione dell’accampamento. Lucio Petrosidio, l’aquilifero (colui che porta le insegne), poiché era stato incalzato da parecchi nemici, gettò l’aquila all’interno della palizzata, quindi combatté valorosamente dinanzi all’accampamento, e venne ucciso. I nostri difesero fino a sera l’accampamento con grande coraggio, ma tanti vennero trucidati nel corso della notte. Solamente in pochi scamparono al combattimento e, per vie malsicure attraverso i boschi, raggiunsero il luogotenente T. Labieno negli accampamenti invernali. Qui, in poche parole, riferirono l’accaduto a T. Labieno.

Versione tratta da: Cesare

Pag. 203 n. 24

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