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Versione | pag. 303 n. 9 → Il cursus honorum di Catone il Censore

Plane Discere 2

Pagina numero: 303

Versione numero: 9

Il cursus honorum di Catone il Censore

Marco Catone, nato nel municipio di Tuscolo, da giovinetto, prima che si dedicasse alle cariche politiche, soggiornò tra i Sabini, perché in quel luogo egli possedeva un podere lasciatogli dal padre. Da lì, su esortazione di L. Valerio Flacco, che ebbe come collega nel consolato e nella censura, si trasferì a Roma, si dedicò all’eloquenza e cominciò a frequentare il Foro (ossia: “e cominciò a prendere parte alla vita pubblica”). All’età di diciassette anni prestò servizio militare per la prima volta. Fu tribuno militare in Sicilia, durante il consolato di Q. Fabio Massimo e M. Claudio. Appena ritornò da lì, seguì l’accampamento (ossia: “seguì l’esercito”) di Claudio Nerone e il suo operato fu molto apprezzato nella battaglia presso Senigallia nella quale cadde Asdrubale, fratello di Annibale: moltissimi si congratularono con Catone. Toccò in sorte, in qualità di questore, al console P. Africano. Venne eletto edile della plebe insieme a P. Elvio. In qualità di pretore, ottenne la provincia della Sardegna, dalla quale, nel periodo precedente, mentre nella qualità di questore andava via dall’Africa, aveva portato con sé il poeta Q. Ennio, un fatto che noi apprezziamo non meno di un qualsiasi magnifico trionfo Sardo. Ricoprì il consolato assieme a Lucio Valerio Flacco, e avendo ottenuto per sorteggio come provincia la Spagna Citeriore, da quella riportò un trionfo. Molti lo celebravano, tuttavia, il partito avversario nell’amministrazione dello Stato, diffidava di lui. Dopo essere stato nominato censore, ricoprì in maniera severa quella carica, e prese provvedimenti contro gli avversari.

Versione tratta da: Cornelio Nepote
Pag. 303 n. 9

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