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Versione | pag. 155 n. 28 → Sofocle recita l’Edipo a Colono

Il Tantucci Plus 2

Pagina numero: 155

Versione numero: 28

Sofocle recita l’Edipo a Colono

Agli anziani restano le forze dell’ingegno, purché restino lo studio e l’impegno, ed esse non (restano) soltanto negli uomini illustri e celebrati, ma anche in una calma vita privata. Socrate compose tragedie fino all’estrema vecchiaia; e poiché, a causa dello studio, sembrava che trascurasse il patrimonio di famiglia, venne portato in tribunale dai figli, affinché, nella stessa maniera in cui, secondo la nostra usanza, si è soliti interdire i beni ai padri che amministrano male il patrimonio, allo stesso modo i giudici lo tenessero lontano dal patrimonio di famiglia come (fosse) un uomo folle. A quel punto si dice che il vecchio recitò ai giudici quella storia che teneva tra le mani e che aveva scritto da poco – l’Edipo a Colono – e che chiese se per caso quello sembrasse il testo di un folle. Dopo che l’ebbe recitato, egli venne liberato grazie ai pronunciamenti dei giudici.

Versione tratta da: Cicerone
Pag. 155 n. 28

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