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Grammatica Picta 1 - pag. 250 n. 31 → La sorte politica di Capua dopo la Seconda guerra punica

Grammatica Picta 1

Pagina numero: 250

Versione numero: 31

La sorte politica di Capua dopo la Seconda guerra punica

I nostri avi resero Capua il rifugio degli aratori, la dispensa e il granaio della campagna Campana. Dopo che Capua fu stata sconfitta e conquistata, in quella città nulla fu non dico fatto, ma nulla fu neppure pensato contro questo Stato. Successivamente furono combattute molte guerre contro dei re: Filippo, Antioco, Mitridate e tutti gli altri; per giunta molte guerre gravose; in questo Stato ci furono molte insurrezioni interne e guerre con gli alleati. In tutte quelle guerre interne ed esterne, Capua non soltanto non ci si oppose, ma ci si mostrò favorevole e accolse i nostri eserciti con le sue case e le sue dimore. Gli abitanti di Capua non turbarono mai lo Stato con piani ingiusti, né andarono in cerca di alcuna causa di rivolgimenti politici. Non venivano scossi dalla bramosia di gloria, poiché, dove non esiste il prestigio a livello ufficiale, lì non può esserci bramosia di gloria. E così, i nostri antenati, grazie al discernimento e al senno, condussero la famosa arroganza e l’insopportabile ferocia Campana ad una quiete placida e pigra. E in questa maniera, essi evitarono anche il disonore della crudeltà, poiché non abbatterono una città nobile ed antica, ma lasciarono quella stessa ai posteri fiaccata e resa inoffensiva.

Versione tratta da: Cicerone

Pag. 250 n. 31

→ Maiores nostri Capuam receptaculum aratorum, cellam atque horreum Campani …

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