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Versione | pag. 286 n. 48 → Tenacia delle speranze

Lingua e Cultura Latina 1 Edizione Gialla

Pagina numero: 286

Versione numero: 48

Tenacia delle speranze

È grande la tenacia della speranza umana contro le disgrazie: infatti la carestia non dissuade il contadino da ciò che ha cominciato, né la tempesta (dissuade) il marinaio, né i crolli delle case (dissuadono) l’architetto, né la morte prematura dei figli (dissuade) il padre di famiglia. Davanti agli occhi ho dei pescatori stremati dai freddi e dalla fame: digiuni e nudi, per giorni e notti intere, insonni fino al mattino, gettano in mare o gli ami o le reti. Per lo più sprecano tempo, faticano invano, tra le onde e gli scogli non trovano niente, e, tuttavia, non desistono da ciò che hanno iniziato. Anche l’ostinazione delle bestie feroci è degna di ammirazione. Ti racconterò un fatto per te nuovo, ma noto a tutti gli abitanti della valle. Un’aquila abita già da tempo su questi monti; un pastore rozzo e incivile ha iniziato a preparare di nascosto un agguato al nido di lei; calatosi da un’alta rupe per mezzo di una corda, si è avvicinato al nido dell’aquila, e ha portato via alla genitrice premurosa i pulcini privi di piume. Allora l’aquila ha abbandonato la sede sfortunata, e trasferito il nido dall’altra parte della rupe, dove riaccende la speranza della prole perduta.

Versione tratta da: Petrarca
Pag. 286 n. 48

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