Cassius
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Versione | pag. 109 n. 10.12 → Quare Cicero Exsilio Multatus sit

Comminus

Pagina numero: 109

Versione numero: 10.12

Quare Cicero Exsilio Multatus sit

Per quale ragione Cicerone sia stato punito con l’esilio. Durante il consolato dell’oratore M. Tullio Cicerone e di C. Antonio, nel seicentottantanovesimo anno dalla fondazione di Roma, L. Sergio Catilina, uomo di stirpe nobilissima, ma di indole estremamente corrotta, ordì una congiura per annientare lo Stato insieme a certi uomini sicuramente insigni, ma ambiziosi. Da Cicerone fu espulso dalla città. I suoi complici, dopo essere stati catturati, vennero strangolati in prigione. Catilina in persona, una volta sconfitto, fu ucciso in combattimento da Antonio, l’altro dei due consoli. Dopo un certo numero di anni, P. Clodio, tribuno della plebe, presentò una legge secondo la quale doveva essere punito con l’esilio chiunque avesse condannato a morte, senza appello al popolo, un cittadino romano. Così Roma dovette essere lasciata da Cicerone. Tuttavia, dopo che, in seguito, egli fu stato richiamato, si dedicò nuovamente a sostenere processi, e anche davanti a Cesare tenne discorsi per riavere tutti i beni dei quali, da esule, era stato privato.

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