Cassius
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M. Pomponius tribunus plebis L. Manlium Torquatum apud populum violatae legis et nimiae severitatis accusabat, quod Manlius legitimum …

La Lingua delle Radici 1

Pagina numero: 290

Versione numero: 21

Amor filiale e giuramento estorto

Il tribuno della plebe M. Pomponio accusava presso il popolo L. Manlio Torquato di infrazione di legge e di eccessiva severità, poiché Manlio aveva superato il periodo legale di dittatura e affaticava il figlio, giovane di ottimo carattere, adatto al servizio militare, con il lavoro dei campi. Tuttavia il giovane, dopo che ebbe appreso che il padre veniva accusato di crimini tanto grandi, si recò in città il più velocemente possibile e giunse a casa di Pomponio. Quindi, stimando la devozione al padre più dell’obbedienza alle leggi, sguainò la spada e costrinse il tribuno, obbligato dalle minacce e dalla paura, a giurare che avrebbe rinunciato ad una così grave accusa nei confronti Torquato. Così Manlio, quanto più ebbe un padre tremendo, tanto più lodevolmente recò rimedio alla sua accusa. Pertanto Pomponio desistette dall’accusa e non volle venir meno alla parola data: tanto valeva infatti presso gli antichi tener fede a un giuramento! Pertanto la parola data e la devozione furono di massima importanza affinché Torquato non subisse il processo.

Versione tratta da: Valerio Massimo

Pag. 290 n. 21

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