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Versione | pag. 214 n. 34 → Risparmiare i vinti è segno di forza

Il Tantucci Plus 2

Pagina numero: 214

Versione numero: 34

Risparmiare i vinti è segno di forza

M. Marcello, del quale in Sicilia i nemici videro chiaramente il valore, i vinti la misericordia, e tutti gli altri Siculi la lealtà, in quella guerra non soltanto ebbe cura degli alleati, ma risparmiò anche i nemici sconfitti. Dopo che ebbe preso con la forza e con l’ingegno la bellissima città di Siracusa – che da una parte era molto ben protetta dalle opere di fortificazione, dall’altra era resa inaccessibile, sia via terra che via mare, dalla conformazione del luogo – egli (→ M. Marcello) non solo permise che restasse intatta, ma la lasciò adorna al punto che essa era la testimonianza, allo stesso tempo, della vittoria, della benevolenza, della moderazione, dal momento che gli uomini vedevano sia che cosa egli avesse espugnato, sia chi avesse risparmiato, sia quali cose avesse lasciato: a tal punto egli stimò che si dovesse tributare onore alla Sicilia, da ritenere che neppure una città dei nemici dovesse essere eliminata dall’isola degli alleati.
Ho combattuto spesso guerre per terra e per mare, civili ed estere, in tutto il mondo, e da vincitore ho risparmiato i cittadini che chiedevano la grazia. Ho preferito preservare, piuttosto che sterminare, i popoli stranieri a cui ho potuto perdonare senza pericolo. All’incirca cinquecentomila cittadini Romani hanno militato sotto il mio giuramento. E ho inviato nelle colonie oppure ho rimandato nei loro municipi molto più di trecentomila di quelli, poiché meritarono opportunamente gli stipendi, e a tutti loro ho assegnato terreni oppure ho offerto denaro, come ricompense per il servizio militare.

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