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Versione | pag. 230 n. 9 → Otium a Stabia, in villa vista-mare

Plane Discere 2

Pagina numero: 230

Versione numero: 9

Otium a Stabia, in villa vista-mare

M. Cicerone porge i saluti a M. Mario. Non so se un qualche dolore del corpo o un problema della tua salute ti abbia trattenuto dal venire agli spettacoli, tuttavia io attribuisco questo fatto più alla sorte che alla tua assennatezza; o forse hai giudicato da disprezzare queste cose che tutti gli altri ammirano, e, sebbene tu potessi, per il buono stato di salute, tuttavia non sei voluto venire: comunque io mi rallegro dell’una e dell’altra cosa, sia del fatto che sei stato senza dolore del corpo, sia del fatto che hai dimostrato valore con l’animo, dal momento che hai disprezzato quelle cose che gli altri ammirano senza ragione, purché ci sia stato per te un frutto della tua quiete; della quale quiete, tu di certo ti sei giovato in maniera mirabile, dato che eri pressoché solo in codesto diletto. Ho paura, infatti, che gli spettacoli ti rechino fastidio. E tuttavia non dubito che, in quella tua camera, dalla quale, facendo un buco, hai reso per te visibile il Golfo di Stabia, tu abbia impiegato nelle letture le ore mattutine nel corso di quei giorni. Invece eri solito trascorrere le parti rimanenti della giornata in quei divertimenti che ti eri procurato tu stesso secondo il tuo piacere.

Versione tratta da: Cicerone
Pag. 230 n. 9

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