Cassius
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M. Cato, cum consulatum gessisset cum L. Valerio Flacco, sorte provinciam obtinuit Hispaniam Citeriorem exque ea triumphum deportavit …

La Lingua delle Radici 1

Pagina numero: 255

Versione numero: 5

Catone il Censore

M. Catone, dopo che ebbe ricoperto il consolato, insieme ad L. Valerio Flacco, ottenne in sorte la provincia dell’Ispania Citeriore, e da essa riportò un trionfo. Dopo che fu stato a lungo lì, P. Scipione Africano, console per la seconda volta, volle che quello fosse cacciato dalla provincia e che egli gli subentrasse. Ma non poté compiere ciò tramite il senato, sebbene all’epoca Scipione detenesse il primato a Roma, poiché allora lo stato veniva governato secondo la legge, non in base al potere personale. E così, dopo che si fu adirato con il senato ed ebbe portato a termine il consolato, Scipione rimase a Roma come privato cittadino. Ma Catone, censore insieme a Flacco, ricoprì il ruolo con grande severità. Infatti infierì contro molti nobili e aggiunse molte novità nella legge affinché si contrastasse il lusso, che già allora cominciava ad essere diffuso a Roma. Egli, dalla giovinezza fino all’estrema vecchiaia non smise mai di addossarsi inimicizie per il bene dello stato. Sebbene molti lo avessero messo alla prova, non solo non venne mai meno al proprio dovere, ma, finché visse, ebbe in abbondanza lodi di ogni sorta.

Versione tratta da: Cornelio Nepote

Pag. 255 n. 5

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