Cassius
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Litterae in senatu relatae sunt Q. Minuci praetoris, cui Bruttii provincia erat …

Latino ad hoc 2

Pagina numero: 149

Versione numero: 29

Furto sacrilego a Locri

Viene consegnata in senato una lettera del pretore Q. Minuzio, il quale teneva la provincia del Bruzio, che diceva che a Locri, durante la notte, era stato sottratto di nascosto il denaro dal tesoro di Proserpina, e che non c’era traccia lacuna dei ladri. Il senato prese la cosa con sdegno. Al console C. Aurelio fu affidato l’incarico di scrivere ai Bruzii, al pretore, che era desiderio del senato che si tenesse un’inchiesta sui tesori rubati, che i ladri che avevano portato via il denaro fossero puniti e che fossero fatti dei sacrifici propiziatori. … Aumentarono l’ansia di espiare la violazione di quel tempio anche molti prodigi segnalati in molti luoghi. Riferivano che nel territorio dei Lucani l’aria avesse preso fuoco, che a Priverno il sole nel cielo era stato rosso per l’intero giorno, che a Lanuvio, nel tempio di Giunone Prospera, si era levato durante la notte un forte rumore, che a Frosinone era nato un agnello con la testa di maiale e a Sinuessa un maiale con la testa di uomo. I decemviri, sulla base di quanto era scritto nei libri sacri, ordinarono i medesimi sacrifici che erano stati fatti dopo un prodigio, e inoltre ordinarono che fosse intonato un canto da ventisette vergini che procedessero per la città e che fosse portato un dono alla regina Giunone.

Versione tratta da: Livio

Pag. 149 n. 29

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