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ALIAS

Pagina numero: 427

Versione numero: 249

Biblioteche pubbliche dell'antichità

Si dice che il tiranno Pisistrato per primo abbia posto, ad Atene, dei libri di materie umanistiche da offrire pubblicamente per la lettura. Da allora in avanti, gli stessi Ateniesi in maniera piuttosto appassionata e scrupolosa li accrebbero (ossia: “fecero crescere di numero quei libri”); tuttavia, in seguito, Serse, dopo essersi impadronito di Atene, sottrasse e trasferì in Persia tutta quella grande quantità di libri. Più tardi, dopo molte vicissitudini, il re Seleuco, che venne chiamato Nicatore, fece riportare ad Atene tutti quanti quei libri. Successivamente, un ragguardevole numero di libri fu acquisito o confezionato dai re Tolomei in Egitto; ma essi vennero tutti bruciati durante la prima guerra d’Alessandria, mentre quella città veniva saccheggiata, non volontariamente o per un gesto deliberato, ma accidentalmente, da soldati delle truppe ausiliarie.

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