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Versione | pag. 317 n. 16 → Le donne di Lemno

Grammatica Picta 1

Pagina numero: 317

Versione numero: 16

Le donne di Lemno

Le donne di Lemno, per molti anni, non avevano fatto sacrifici in onore di Venere, e, a causa della collera di costei, i loro mariti presero come mogli le donne della Tracia e ripudiarono le donne di Lemno. Ma le donne di Lemno, per istigazione di Venere, uccisero l’intero genere degli uomini, con l’eccezione di Ipsipile, la quale mise di nascosto il proprio padre Toante su una nave, al fine di salvarlo. Nel frattempo gli Argonauti, che navigavano nei pressi, si avvicinarono a Lemno. Appena il custode della porta vide costoro, lo riferì alla regina Ipsipile, alla quale Polisso aveva dato il consiglio di legarli a sé con il vincolo dell’ospitalità (lett.: “tramite i Lari ospitali”) e di accoglierli come ospiti. Da Giasone, Ipsipile procreò i figli Euneo e Deipilo; gli Argonauti furono trattenuti in quel luogo per molti giorni. Alla fine, rimproverati da Ercole, andarono via. Le donne di Lemno, però, quando seppero del padre di Ipsipile, che ella aveva salvato, si infuriarono a tal punto da volerla uccidere; perciò ella si diede alla fuga. I pirati, catturata costei, la portarono a Tebe, e la vendettero al re Lico come schiava (lett.: “in schiavitù”).

Versione tratta da: Igino
Pag. 317 n. 16

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