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Versione | pag. 395 n. 26 → La battaglia presso il lago Regillo

Grammatica Picta 1

Pagina numero: 395

Versione numero: 26

La battaglia presso il lago Regillo

Anche i Latini, per rivalità ed invidia, sostenevano i Tarquini, affinché il popolo che all’esterno dominava, per lo meno in patria fosse schiavo. Dunque tutto il Lazio, sotto la guida di Mamilio Tuscolano, si mette in sommossa col pretesto di vendicare Tarquinio (lett: “solleva gli animi come per la vendetta di Tarquinio”). Presso il lago Regillo si combatte a lungo con esito incerto; quindi si aggiunse (presente storico) il fatto che il dittatore Postumio gettò un’insegna tra i nemici – era uno stratagemma bizzarro e notevole – affinché, da lì, essa venisse ripresa dai Romani. Cosso, comandante dei cavalieri, ordinò di sciogliere le briglie – un’altra novità – affinché attaccassero in maniera più impetuosa. Infine, la violenza del combattimento fu tale, che la storia tramandò che gli dei intervennero allo spettacolo. Due giovani, su dei cavalli bianchi, passarono in volo alla maniera delle stelle: tutti ritennero che fossero Castore e Polluce. E così il comandante promise e dedicò loro dei templi, chiaramente come compenso per i commilitoni divini.

Versione tratta da: Floro
Pag. 395 n. 26

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