Cassius
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Laodamia, Acasti filia, amisso coniuge, flens petit a diis ut posset cum eo tres horas colloqui sed cum …

Il Nuovo Expedite 1

Pagina numero: 382

Versione numero: 108

Laodàmia e Protesilào.

Laodamia, figlia di Acasto, dopo aver perso il marito, piangendo chiese agli dei di poter parlare con lui tre ore ma, dopo che il tempo che aveva richiesto agli dei si fu consumato, non poté sopportare le lacrime e la sofferenza. Pertanto fece una statua di bronzo simile al marito Protesilao e la collocò nella camera da letto con il pretesto dei riti sacri e iniziò a venerarlo. Un servo, poiché al mattino le aveva portato dei frutti per il sacrificio, guardò attraverso la fessura e la vide mentre abbracciava e baciava la statua di Protesilao; ritenendola un’adultera, riferì ciò al padre Acasto. Acasto, dopo che fu arrivato nella camera e vi fu entrato, vide la statua di Protesilao. E allora affinché la figlia non si tormentasse più a lungo, ordinò che, costruita una pira, la statua fosse bruciata; Laodamia, non sopportando il dolore, si gettò tra le fiamme e fu bruciata viva.

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