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ALIAS - pag. 333 n. 189 → La morte di Epaminonda

ALIAS

Pagina numero: 333

Versione numero: 189

La morte di Epaminonda

Gli Spartani, dopo che ebbero visto che Epaminonda, il re dei Tebani, crollava durante la battaglia, poiché avevano ritenuto che la sorte di tutta quanta la guerra e la salvezza della patria era riposta nella morte di lui, fecero tutti insieme un assalto contro lui solo, fino a che il re, colpito da lontano da un giavellotto, cadde, dopo che molti, da una parte e dall’altra, erano stati feriti oppure uccisi nella sanguinaria battaglia. L’assalto dei Tebani venne fiaccato, per un po’, dalla caduta di lui: ma presto la battaglia venne ripresa più aspra e alla fine i Tebani sconfissero gli Spartani. Ma Epaminonda, dopo che si fu accorto di aver ricevuto una ferita grave, non volle tuttavia estrarre il giavellotto, per non spirare con molto sangue, bensì tenne la lancia conficcata nella ferita, finché non gli venne riferito che i Tebani avevano vinto. Dopo che ebbe udito ciò, disse: Ho vissuto abbastanza. E dopo che ebbe estratto il giavellotto dalla ferita, giacque morto nel proprio sangue.

Versione tratta da: Cornelio Nepote

Pag. 333 n. 189

→ Lacedaemonii, cum vidissent Epaminondam, Thebanorum regem, in proelium ruere …

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