Cassius
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Labeo arguebatur male administratae provinciae aliorumque criminum. Multi capitis damnati …

Latino ad hoc 2

Pagina numero: 212

Esercizio numero: 15

1. Labeone era accusato della cattiva amministrazione della provincia, e di altri crimini.

2. Si erano radunati numerosi condannati a morte ed esuli.

3. Rufo chiamò in giudizio Afranio di fronte a Pompeo, per tradimento dell’esercito.

4. Caligola condannò ai lavori forzati, oppure ad essere divorati dalle fiere, molti uomini di ceto nobiliare.

5. Io ti dimostro colpevole non soltanto di inciviltà, ma anche di pazzia.

6. Pisone, una volta inviate le lettere a Tiberio, accusa Germanico di sperpero e di arroganza.

7. L’Ateniese Temistocle, poiché aveva stretto un’alleanza con il re Perse allo scopo di sopraffare la Grecia, a causa di questo crimine fu condannato, da assente, per tradimento.

8. Oppianico fu accusato di delitti gravissimi: sia di quelli che sono stati raccontati da me, sia, inoltre, di molti, che io ora tralascio in blocco.

9. Morì tutta la nostra cavalleria, tutta la nobiltà, e i capi della popolazione, accusati di tradimento, furono uccisi dai Romani.

10. Non consentirò che tu possa accusarmi di trascurare di mandarti lettere.

11. Cimone incappò nella medesima ostilità nella quale (erano incappati) il padre e gli altri leader politici Ateniesi; infatti fu condannato ad un esilio di dieci anni.

12. Il giudice C. Celio assolse dall’imputazione per diffamazione colui che sulla scena aveva offeso, chiamandolo per nome, il poeta Lucilio.

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