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L. Valerius tribunus in senatu M. Porcio Catoni consuli his verbis respondit: Matronae in publico a vobis petiverunt …

Il Tantucci Plus 1

Pagina numero: 469

Versione numero: 37

Le donne romane sono state spesso causa della salvezza comune

Il tribuno L. Valerio, nel Senato, rispose al console M. Porcio Catone con queste parole: Le matrone, in pubblico, vi hanno chiesto, in un tempo di pace, e in uno Stato prospero e felice, di cancellare la legge approvata contro di loro in tempo di guerra. Ma che cosa hanno fatto di strano le matrone? Non sono mai apparse in pubblico prima di questo momento? Ma quante volte hanno fatto ciò, e sempre per il bene del pubblico! Già dal principio, sotto il regno di Romolo, dopo che il Campidoglio era stato conquistato dai Sabini, mentre si combatteva in mezzo al Foro, la battaglia non fu forse placata grazie all’incursione delle matrone tra i due schieramenti? E una volta cacciati i re, dopo che, sotto la guida di Coriolano, le legioni dei Volsci ebbero collocato l’accampamento davanti alle porte di Roma, forse non mandarono via quell’esercito le matrone? (ossia: “non furono forse le matrone a mandar via quell’esercito?”). Inoltre, dopo che Roma era ormai stata conquistata dai Galli, non fornirono forse le matrone, per il bene pubblico, e con il consenso di tutti, l’oro per mezzo del quale venne riscattata la città? In occasione della guerra più recente – in maniera che io non rivanghi cose antiche – le somme di denaro delle vedove non aiutarono forse anch’esse l’erario affinché fossero equipaggiati gli eserciti (ossia: “non furono forse anche le somme di denaro delle vedove ad aiutare l’erario ….”) ? Dunque, forse che ci stupiamo che esse (ossia: “le donne Romane, le matrone”) siano intervenute in una causa che riguarda proprio loro?

Versione tratta da: Livio

Pag. 469 n. 37

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