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Versione | pag. 242 n. 3 → Giove

Verba Manent 1

Pagina numero: 242

Versione numero: 3

Giove

Giove, figlio di Saturno, era il re degli dèi, del cielo e della terra. I cittadini Romani lo veneravano con grande rispetto, e lo chiamavano con molti nomi: “Feretrio”, “Statore” e “Capitolino”. I re ed i generali portavano all’antico tempio di Giove Feretrio le ricche spoglie dei re oppure dei comandanti dei nemici. Il tempio di Giove Ottimo Massimo si trovava sul colle del Campidoglio. Nel magnifico tempio sul Campidoglio c’erano anche antiche statue d’oro e d’argento di Giunone e di Minerva; il vincitore che veniva nominato “comandante supremo” guidava un corteo trionfale attraverso Roma, fino al tempio sul Campidoglio. La dimora e la sede di Giove erano le vette dei monti, poiché i monti sono vicini alle nuvole e al cielo; infatti Giove era il signore e il sovrano delle nuvole, delle piogge, e delle tempeste; le armi di Giove erano i fulmini, e Giove scagliava i fulmini contro gli uomini scellerati. A Giove era sacra la quercia, un albero estremamente robusto. Molte poesie celebravano Giove; gli abitanti di molte città, molte popolazioni adoravano Giove.

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