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Versione | pag. 240 n. 5 → Augusto e gli spettacoli

Il Tantucci Plus 2

Pagina numero: 240

Versione numero: 5

Augusto e gli spettacoli

Egli in persona (→ Augusto) assisteva ai giochi del circo dalla sala da pranzo di uno dei suoi amici o dei suoi liberti, e qualche volta dal palco imperiale, mentre sedeva insieme con la moglie e con i figli. Si assentava dallo spettacolo per molte ore, qualche volta per giorni interi, una volta chiesto perdono e raccomandati (al popolo) coloro che avrebbero assolto al suo compito presiedendo. Tuttavia, ogni volta che vi assisteva, non faceva nient’altro, sia per evitare lamentele – perché si ricordava che suo padre Cesare era stato rimproverato dal popolo, per il fatto che, mentre assisteva (ai giochi), si dedicava a leggere e a rispondere a lettere e petizioni – sia per via del desiderio di assistere e per via del divertimento dal quale, spesso, confessò schiettamente di essere avvinto. Così, anche in occasione di rappresentazioni e giochi altrui (ossia: “organizzati da altri”), offriva a sue spese coroncine e ricompense, sia ricche che numerose. Egli (→ Augusto), poi, guardò con grande passione i pugili e i provinciali che combattevano a frotte, mentre si battevano tra le strettoie dei quartieri, alla cieca e senza tecnica. Infine stimò degna della propria attenzione anche ogni categoria di persone che fornivano un qualche apporto allo spettacolo pubblico: mantenne ed ampliò i privilegi per gli atleti, proibì che i gladiatori fossero fatti combattere senza una tregua, tolse ai magistrati il potere coercitivo verso gli attori, che da un’antica legge era stato esteso ad ogni tempo e ad ogni luogo, tranne che al tempo dei giochi e della rappresentazione teatrale.

Versione tratta da: Svetonio
Pag. 240 n. 5

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