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Versione | pag. 93 n. 6 → Alessandro e Rossane

Donum Quaderno 1

Pagina numero: 93

Versione numero: 6

Alessandro e Rossane

Da lì Alessandro arrivò nella regione, alla quale era a capo il nobile satrapo Oxiarte, che si consegnò all’autorità e alla protezione del re. Oxiarte imbandì un magnifico banchetto per i vincitori. Mentre veniva celebrato il banchetto, furono introdotte trenta nobili fanciulle, tra le quali c’era la figlia di Oxiarte, di nome Rossane, splendida per l’aspetto del corpo e per il grande contegno del portamento. Mentre ella avanzava nel banchetto tra le fanciulle scelte, attirava verso di sé gli sguardi di tutti i commensali, e soprattutto del re Alessandro. Egli arse subito di intenso amore per la fanciulla e desiderò sposarla. Allora disse ai suoi soldati: Si celebrino dunque matrimoni tra noi vincitori Macedoni e i Persiani, affinché siano utili alla concordia e all’amicizia! E, al padre della fanciulla, aggiunse: Ti prego di promettermi ufficialmente tua figlia, che io sposerò. Dopo che Oxiarte aveva accolto lieto le parole di lui, senza indugio il re, secondo il costume della patria, chiese il pane, lo tagliò con la spada, offrì una parte al padre della fanciulla e con lui fece una libagione a Giunone Lucina, fatto che presso i Macedoni è un sacro impegno di matrimonio.

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