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Versione | pag. 450 n. 137 → Il matrimonio fra Alessandro e Rossane

Mirum Iter 1

Pagina numero: 450

Versione numero: 137

Il matrimonio fra Alessandro e Rossane

Di lì, Alessandro giunse con il suo esercito nella provincia dove Oxiarte, satrapo di quella regione, affidò sé stesso e i suoi alla protezione e alla lealtà del re, ed allestì per i vincitori un magnifico banchetto. Mentre questo veniva celebrato con molta allegria, Oxiarte ordinò che fossero fatte entrare trenta nobili vergini, tra le quali c’era la figlia di Oxiarte, dal nome di Rossane, di straordinaria bellezza del corpo e di grandissima eleganza di portamento. Dopo che ella fu avanzata nel banchetto tra le vergini scelte, attirò su di sé gli sguardi di tutti i convitati, e soprattutto del re Alessandro. Egli immediatamente bruciò per amore della fanciulla e, poiché considerava i matrimoni di Persiani e Macedoni utili ai fini della concordia e dell’amicizia tra vincitori e vinti, stabilì di prenderla in matrimonio. Dopo che Oxiarte, lieto, ebbe accolto le parole di lui, il re senza indugio chiese il pane secondo il costume patrio e, dopo averlo tagliato con la spada, ne offrì una parte al padre della vergine e con lui libò in onore di Giunone Lucina, cosa che presso i Macedoni è un inviolabile impegno di matrimonio. Tuttavia gli amici di Alessandro mal sopportavano il fidanzamento del re, dal momento che il re, in mezzo a vino e vivande, aveva scelto la sposa ed il suocero tra i vinti e gli stranieri.

Versione tratta da: Curzio Rufo
Pag. 450 n. 137

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