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ALIAS

Pagina numero: 218

Esercizio numero: 2

1. Nella casa di campagna c’erano molti schiavi che coltivavano infaticabilmente i campi, giorno dopo giorno.
2. Le dimore dei ricchi avevano molte camere per differenti usi, fra le quali la biblioteca, il bagno, la sala da conversazione e la sala da pranzo.
3. Nelle terme c’erano il calidario, il tepidario, il frigidario, che fornivano acqua calda, o tiepida, o fredda.
4. I Romani chiamavano “domus” qualunque edificio ampio e sontuoso.
5. Dovunque è stato fatto questo, si è agito in maniera disonesta.
6. Qualunque confine sia stato posto al mondo, Roma lo raggiungerà con le truppe.
7. Chiunque tu sei, qualunque nome hai, o vecchio, io invoco come testimone il sommo Giove e gli dèi.
8. Piace all’uomo qualunque cosa piacque a Dio.
9. C’erano due categorie di edifici privati: le “insulae” (vale a dire: “i casseggiati popolari”), che erano abitate dalla plebe Romana, e le “domus”, che erano chiamate anche “case”, dove eleggevano il proprio domicilio gli aristocratici.
10. Chiunque sei, tu, non inviso agli dèi, respiri brezze vitali.
11. L’Arar è un fiume. Questo, attraverso il territorio degli Edui e dei Sequani, si immette con straordinaria lentezza nel Rodano.
12. Cesare, spinto dalle preghiere di costoro, sposta l’accampamento dal territorio dei Biturigi, alla volta degli Arverni.

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