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Versione | pag. 131 n. 14 → Cicerone si accinge a difendere il re della Galazia Deiotaro al cospetto di Cesare

Repetita 1

Pagina numero: 131

Versione numero: 14

Cicerone si accinge a difendere il re della Galazia Deiotaro al cospetto di Cesare

In tutti i processi più importanti, o C. Cesare, l’esordio del discorso mi emoziona più intensamente di quanto l’abitudine o la mia età richiedano. In questa causa, tuttavia, molte cose mi turbano. Innanzitutto, parlo in difesa della testa e dei beni di un re, circostanza che è inusuale. In secondo luogo quel re, che prima ero solito lodare davanti a tutto il Senato riunito per i continuati meriti nei confronti della nostra patria, ora lo difendo contro un’accusa gravissima. Infine, mi turbano la crudeltà di uno dei due accusatori e la meschinità dell’altro. Castore è crudele, un nipote che trascinò il nonno al giudizio capitale e che portò come raccomandazione l’empietà e il delitto. Corruppe il servo del nonno con una ricompensa e lo spinse ad accusare il padrone. Quando vedevo l’espressione del volto dell’accusatore fuggiasco, quando ne ascoltavo le parole, non mi addoloravo tanto per la dignità regia prostrata, quanto mi allarmavo per la sorte di tutti.

Versione tratta da: Cicerone
Pag. 131 n. 14

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