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Versione | pag. 214 n. 1 → Giove ed Europa

Verba Manent 1

Pagina numero: 214

Versione numero: 1

Giove ed Europa

Sulla spiaggia di Tiro, Giove vede l’avvenente fanciulla Europa, figlia del grande re Agenore, e viene preso dall’amore di lei (ossia: “e si innamora di lei”). La fanciulla gioca a palla con le ancelle. Allora il dio si trasforma in un toro: il suo colore è candido come la neve, l’aspetto grande; mansueto e calmo, (Giove → soggetto sottinteso) si avvicina alla fanciulla. La figlia del re viene impressionata dalla meraviglia del toro divino: in un primo momento, ella teme di toccarlo, sebbene mansueto, ma poi avanza e porge dei fiori al candido animale. Giove gioisce: esulta tra le erbe e appoggia il candido fianco sulla sabbia. Poco alla volta Europa scansa il timore e, incauta, accarezza la fronte del toro. Inconsapevole dell’insidia di Giove, osa sedersi sul dorso del toro. A quel punto il dio, un passo alla volta, mette i piedi tra le onde: rapido, porta via la giovane spaventata, attraverso il mare, fino all’isola di Creta. A Creta, Europa genera a Giove Minosse.

Pag. 214 n. 1

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