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Versione | pag. 341 n. 8 → Androclo e il leone

Codex 1

Pagina numero: 341

Versione numero: 8

Androclo e il leone

Un sontuosissimo spettacolo di caccia veniva offerto al popolo nel Circo Massimo. La brutalità dei leoni suscitò meraviglia in maniera particolare; tra essi, un solo leone, il più feroce tra tutti gli animali, aveva attirato su di sé le attenzioni e gli sguardi di tutti per la mole e lo spaventoso ruggito. Androclo, lo schiavo di un ex console, era stato fatto entrare tra tutti gli altri condannati. Il leone, quando da lontano vide lo schiavo, all’improvviso si arrestò, e poi si avvicinò ad Androclo piano piano ed in maniera pacifica. A quel punto mosse la coda in maniera affettuosa e calma, e con la lingua leccò delicatamente le gambe e le mani dell’uomo. Androclo, tra i blandimenti del ferocissimo animale selvatico, riprese coraggio, e, poco alla volta, rivolse gli occhi verso il leone. A quel punto l’uomo e il leone furono lieti e contenti. La meraviglia del popolo fu intensissima, e Cesare, il più stupefatto di tutti, chiese ad Androclo: Perché il ferocissimo leone ti ha risparmiato? Androclo raccontò un episodio molto singolare: Una volta curai e guarii il leone in una caverna; infatti tirai fuori una spina dal piede del leone. Ora l’animale selvatico è molto riconoscente per via dell’antico favore.

Versione tratta da: Aulo Gellio
Pag. 341 n. 8

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