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Repetita 1 - pag. 200 n. 3 → La poesia è un’onesta fonte di gloria per gli uomini di Stato virtuosi

Repetita 1

Pagina numero: 200

Versione numero: 3

La poesia è un’onesta fonte di gloria per gli uomini di Stato virtuosi

Davvero quel famoso Fulvio, che combatté contro gli Etoli con Ennio per compagno, non esitò a consacrare alle Muse le spoglie di guerra. Per questa ragione, nella città in cui i comandanti, ancora armati, onorarono il nome dei poeti e i santuari delle Muse, i giudici civili non devono essere estranei alla lode delle Muse e al benessere dei poeti. E affinché facciate ciò più volentieri, subito mi rivelerò a voi, o giudici, e vi confesserò il mio, per così dire, desiderio, forse eccessivamente acceso, e tuttavia certamente onorevole, di gloria. Le azioni, infatti, che durante il mio consolato ho compiuto insieme a voi per la salvaguardia di questa città e del governo, per la vita dei cittadini e pressoché tutto il complesso dello stato, il poeta Archia le ha menzionate ed ha iniziato a scriverle in versi: ascoltati questi, poiché mi sembrò un’opera rilevante e pregevole, lo esortai a completarla. Il valore, infatti, non desidera altro compenso delle fatiche e dei pericoli fuorché questo dell’apprezzamento e della gloria: e invero tolta questa, o giudici, che cosa resta per cui noi, in questo corso tanto breve e transitorio della vita, ci adoperiamo tra sforzi così grandi?

Versione tratta da: Cicerone

Pag. 200 n. 3

→ Iam vero ille, qui cum Aetolis Ennio comite bellavit …

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