Cassius
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Iam ver appetebat, itaque Hannibal ex hibernis exercitum movit ad Appenninum …

Il Tantucci Plus 1

Pagina numero: 355

Versione numero: 29

Inquietanti fenomeni prima della battaglia.

Ormai sopraggiungeva la primavera, e così Annibale sposta l’esercito dagli accampamenti invernali all’Appennino. Accrescevano la paura i portenti riferiti da numerosi luoghi contemporaneamente. Corre la voce che in Sicilia alcune lance dei soldati hanno preso fuoco, che le spiagge hanno scintillato a causa di incendi frequenti, e che due scudi hanno trasudato sangue. Dicono inoltre che alcuni soldati sono stati colpiti da fulmini, che il globo del sole si è rimpicciolito, che a Preneste sono cadute dal cielo delle pietre infuocate, e che ad Arpi sono stati visti nel cielo degli scudi e il Sole che combatteva con la Luna. Raccontano che a Capena, nel corso del giorno, sono apparse nel cielo due lune, e che a Falerii il cielo si è aperto come a causa di una grande voragine, e che lì è brillata una grande luce; e che, nel corso del medesimo periodo, a Roma, la statua di Marte lungo la via Appia e le statue dei lupi hanno trasudato, e che a Capua c’è stata la visione del cielo in fiamme e della luna che cadeva in mezzo alla pioggia. In seguito a ciò è stato dato credito anche ai portenti più piccoli. Dicevano infatti che una gallina era diventata maschio e che un gallo si era trasformato in femmina. Dopo che queste cose, così come erano state riferite, furono state illustrate, e che i testimoni furono stati fatti entrare nella Curia, il console consultò i senatori in merito alla superstizione.

Versione tratta da: Livio

Pag. 355 n. 29

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