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I druidi

Lingua Magistra 2

Pagina numero: 143

Versione numero: V281

I druidi.

I Druidi partecipano ai culti, amministrano i sacrifici pubblici e privati, interpretano le norme religiose: a loro accorre un gran numero di giovani per l’istruzione e i primi (i druidi) sono tenuti in grande stima presso di quelli. Inoltre prendono decisione pressochè riguardo a tutte le controversie pubbliche e private, se è stato commesso un reato, se è avvenuto un omicidio, se c’è una controversia circa un’eredità o dei confini, loro medesimi deliberano e assegnano compensi e punizioni. Se qualcuno, un privato cittadino o un popolo, non si è rimesso alla loro decisione, lo escludono dai sacrifici. Questa pena presso di loro è la più grave. Quelli che sono interdetti (lett. ai quali viene vietato) in questo modo, vengono considerati nel novero degli empi e scellerati, tutti li allontanano, ne rifuggono l’avvicinamento e la conversazione, affinchè non ricevano svantaggio dalla vicinanza, nè a coloro che lo chiedono viene amministrata la giustizia, nè viene condiviso alcun onore. A tutti questi druidi invece sta a capo uno, che tra di loro ha massima autorevolezza. Dopo che questo è morto, se c’è qualcuno tra gli altri che eccelle per posizione, gli succede, oppure se ci sono più pari, si contendono il principato o con il voto dei druidi, o, non di rado anche con le armi. Questi in un periodo preciso dell’anno si radunano in un luogo consacrato nel territorio dei Carnuti, la quale regione viene considerata il centro di tutta la Gallia. Lì si radunano da ogni parte tutti coloro che hanno delle controversie e obbediscono ai loro decreti e giudizi.

Versione tratta da: Cesare

Pag. 143 n. V281

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