Cassius
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Hyacinthus puer pulcher erat. Quamquam is valde ab Apolline amatus …

Monitor - Lezioni 1

Pagina numero: 355

Versione numero: 164

Le leggende sulla nascita del giacinto e del cipresso.

Giacinto era un fanciullo avvenente. Sebbene egli fu amato intensamente da Apollo, un giorno, mentre giocava con un disco presso il fiume Eurota, morì per essere stato colpito dal disco medesimo. Dopo la morte, dalle ceneri di lui crebbero fiori dal nome (complemento di qualità) di lui medesimo. Persino le Ninfe lo piansero, e dalle loro lacrime venne prodotta una sorgente perenne. Ai morti è stato consacrato il cipresso, perché esso, una volta che è stato tagliato, non ritorna mai verde. I Romani avevano il costume di apporre un ramo di cipresso sulla casa in lutto. In merito al cipresso, raccontano questa favola: il fanciullo Ciparisso aveva caro un cervo; senza colpa (ossia: “senza intenzione, senza volerlo”), lo uccise con una propria freccia, e a seguito di questo episodio, morì di dolore. Quindi fu trasformato in un albero di cipresso da Apollo, che lo amava intensamente: in questa maniera, il suo ricordo di lui vivrà per sempre.

Versione tratta da: Servio

Pag. 355 n. 164

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