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Lingua e Cultura Latina 2 - pag. 253 n. 146 → Gli Unni alle porte dell’impero

Lingua e Cultura Latina 2

Pagina numero: 253

Versione numero: 146

Gli Unni alle porte dell’impero

La popolazione degli Unni, la quale vive nelle vicinanze del freddo Oceano, oltrepassa ogni limite di inciviltà. Essi sono tanto rozzi che non utilizzano né il fuoco, né i cibi conditi, bensì vivono delle radici delle piante selvatiche e della carne semicruda di qualsiasi bestia. Mai protetti da alcun edificio, ma percorrendo, da nomadi, monti e boschi, essi sin dalla fanciullezza si abituano sopportare le gelate, la fame e la sete. Si coprono con indumenti di tela o con pelli di topi selvatici cucite insieme, ed essi non hanno un vestito per la casa e uno diverso per la città. Si coprono le teste con copricapi ricurvi e le ispide gambe con pelli di capretto, e le loro calzature, apprestate senza alcun criterio, impediscono di camminare con passi disimpacciati, ragion per cui essi sono poco dediti alle battaglie a piedi. Presso di loro nessuno ara, né coltiva i campi. Infatti tutti quanti vagano qua e là senza terre stabili, né una legge, né uno stile di vita costante, sempre simili a fuggiaschi, con i carri nei quali abitano, dove le mogli tessono gli indumenti, partoriscono e allevano i figli fino all’adolescenza. Dal momento che sono nomadi, nessuno tra loro sa indicare il luogo da dove proviene: infatti è stato concepito in un altro luogo, è nato lontano ed è stato allevato ancor più lontano. Essi, alla stregua di animali privi di ragione, non sanno minimamente ciò che è onesto o disonesto; sono enigmatici ed incomprensibili, non vincolati dal rispetto di alcuna religione, ardenti di desiderio d’oro, volubili e inclini ad infuriarsi.

Versione tratta da: Ammiano Marcellino

Pag. 253 n. 146

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